SALA ASIA B | 13 marzo 2025 | 13:20 - 14:00
AI forensics, una soluzione?
13 marzo 2025
SALA ASIA B 14:20 - 15:00
Il mondo che si sta vivendo è assolutamente complesso, uno smartphone rappresenta sempre più una finestra verso uno sterminato universo: un mondo di dati, servizi, risorse sempre più interoperabili.
Il mondo viene reso ancora più complesso, ma anche semplificato, dal potenziale ausilio fornito dalla AI.
Certamente il grande pubblico ne ha appreso la resa computazionale grazie alla velocità generativa oppure a un utilizzo (anche improprio, talvolta, diciamolo) simile più a un motore di ricerca, ma la AI è molto di più e, rimanendo nel campo delle investigazioni e dell'incident response, può essere realmente utile? Aiuta l'analista o addirittura ne può sostituire la sua opera?
La AI (con tutta la sua gamma di algoritmi: deep learning, machine learning, per esempio) è alla base di nuove forme di espressioni criminali: si pensi alla truffa di cui è stato vittima il Ministro della Difesa Crosetto, di nuove forme di molestie sessuali e di aggressioni alla altrui immagine, continuando con violazioni alla privacy e alla tutela del diritto d'autore, grazie a scraping massivi per alimentazione degli LLM.
Di contro, quegli stessi algoritmi possono essere utilizzati anche dal comparto difesa e sicurezza, si pensi alla facial recognition, alle comparazioni biometriche, alla ricerca di fonti di prova tra terabyte di dati. La AI è quindi paragonabile a un coltello, le finalità d'uso ne cambiano la sua stessa natura ma, per la particolarità dei dati, delle informazioni che dovranno essere estrapolate, per la delicatezza degli argomenti affrontati (criminalità organizzata, terrorismo, pedofilia, criminalità finanziaria) l'apporto analitico di un professionista è sempre più necessario. La dialettica, la resa dei report a terzi (tipicamente forze dell'ordine, autorità giudiziarie, anche straniere), la testimonianza esperta, in una aula, necessita di professionalità e conoscenza tecnica.
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