SALA KANDINSKY | 28 ottobre 2026 | 15:10 - 15:50
La guerra dei dati
La novità più profonda della rivoluzione digitale non sta nelle
app o negli algoritmi sofisticati dell’AI, ma nell’enorme massa di dati che
viene incessantemente prodotta da miliardi di esseri umani e di oggetti
connessi e immagazzinata dalle piattaforme: tantissimi dati individuali che
nell’insieme costituiscono la più accurata, estesa, aggiornata rappresentazione
di sé che l’umanità abbia mai prodotto.
Se ne parla poco, anzi, non se ne parla affatto. Forse perché,
mentre è chiaro a chi appartengano gli algoritmi e le piattaforme non è
altrettanto chiaro a chi appartengano davvero, né quanto valgano i dati su cui
algoritmi e piattaforme si reggono. Quello che è certo è che i dati li
produciamo noi e che, oggi, per le grandi piattaforme del digitale sono gratis.
La Guerra dei dati parla di questo, non di intelligenza
artificiale: la natura dei dati, il loro valore, a chi appartengono, il
plusvalore che generano, i rischi del sottovalutare il tema. E cerca di fare
proposte concrete. Per aprire un dibattito, innanzitutto con gli utenti della
rivoluzione digitale che poi sono anche quelli che i dati, quotidianamente, li
producono. E poi con la politica che, abdicando a un proprio dovere, se ne
occupa troppo poco, anche se tutto questo rischia di relegarla in un ruolo
secondario e marginale.